Le conchiglieLente Scura, 2026
Mio specchio—gemello nato dallo stesso grembo,gli stessi occhi, gli stessi capelli scuri,la firma di nostra madreimpressa in entrambi.
Il sole dell'isola ci è entrato nelle ossa,ci ha lasciato addosso lo stesso colore:una somiglianza levigatadagli anni e dal sale.
Ora giaciamo dispersi,come conchiglie su una riva sconosciuta.
Ne porto una all'orecchio.
Eccotiun'interurbanadal paese dei vivi.
Una voce, giovane e lontana:il ragazzo che la distanzaha reso immenso.
La sua voce sale e ricadesulle onde che si spezzano.
La tua risata rimanenelle volute della conchiglia,si avvolge, si perde,torna più sottile,finché il mare non la prende.
Cerco il ragazzoche conoscevo prima che il mondocancellasse ciò che ci rendeva simili—
Ma la conchiglia restituisce soltantoil vuoto bianco del suo interno,un oceano che si ripiega verso l'interno,una voce che si spinge oltreciò che la memoria riesce a seguire,
finché del tuo nomenon resta che il suonoche il mare continua a pronunciare.
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